andrea KAPPA caponeri

tutta la musica che mi gira intorno, tutta la musica a cui giro intorno, tutta la musica che prendo in giro.

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venerdì, 04 novembre 2005

TAVOLATA

Dopo una cena, quando si resta ancora

seduti a tavola

ma non si parla della stessa cosa

(qua gridano, là scherzano e discutono

e ridono senza capire),

quando intorno le voci si accavallano

e i discorsi si incrociano, c’è chi

stretto in mezzo al rumore

guarda nel piatto

e se ne sta lì zitto, pieno di noia

e di pazienza, come un bambino

lasciato troppo tempo in mezzo ai grandi.

Ogni argomento, ormai, lo confonde.

Allora guarda fuori,

sopra le case, lontano,

finché gli sembra chiaro cosa dice

questo frastuono.

Sente il segnale che si manda il mondo.

Sente tutte le bocche nella sala

fare una frase sola,

affannata e serena, una preghiera

come quella che corre sotto i treni

o dentro il ritmo della lavatrice.

UMBERTO FIORI, da "Chiarimenti"

Postato da: kappa2 a 00:26 | link | commenti (2)

domenica, 15 maggio 2005

PERTUBATO, MI INEBRIO DEI BLONDE REDHEAD

I PERTUBAZIONE fanno uscire un nuovo album, Canzoni allo specchio e io dico ok, quello prima mi era piaciuto, ne avevo anche trapiantato un pezzo per Radio Altrocanto estate 04 e uno per l’inverno 05, quindi perché non comprarglielo? Senza contare quel tarletto che mi rosica: Kappa, Kappa, a forza di masterizzare i Cd anche i tuoi gruppi preferiti faranno la fame… Così basculando in un negozio di Siena lo vedo, prezzo 15,90 euro, non tanto (ma neanche pochissimo) il grillaccio mi trapana il cervello, ma per un po’ trattengo l’istinto che in genere mi divora le tasche e sospendo la spesa. Mi dico, hai visto mai che me li incoccio in un concerto vicino… magari lo compro lì…

Ora, il concerto dalle mie parti lo fanno veramente, ieri sera, alla Darsena di Castiglione del Lago ("Miriam delinquente.. eccetera"), loro sono anche bravi, non c’è molta gente, ma si fanno valere, soprattutto mi piace il fatto che non mi sembrano più giovanissimi (il cantante mi ricorda la spelacchiata frontman dei La Crus, ma ha una bella faccia) e questa per noi altrocanto che denunciamo (proprio nel senso di sporgere querela) un’età media, a dar retta ai calcoli del Sandrino, di 36 anni, è una buona notizia. I pezzi nuovi mi paiono, a un primo ascolto, piuttosto bellini, anche se forse un po’troppo omogenei, senza grandi scatti, ma è solo la prima impressione. Vado al banchetto a curiosare e vedo che il nuovo Cd costa 15 euro. Cioè ben 90 centesimi in meno! Troppa grazia San Gennà. Qualcosa non mi fila: come sarebbe a dire? Quello che mi occhieggiava dagli espositori del negozio a Siena, con tutto che era passato dall’etichetta alla distribuzione, dalla distribuzione al magazziniere, dal magazziniere al rivenditore, dal rivenditore a me, costa solo 90 centesimi in più? Insomma, va bene che normalmente per ogni CD venduto nei negozi all’artista entra in tasca una miseria, e che se si può raschiare qualcosa di più su quelli venduti ai live, ben venga, ma qualcosa in meno al pubblico (che già ha speso qualcosa per il concerto) dovrebbe comunque costare, santa pupazza, e non la miseria di un quotidiano in regalo! Indifferente alle grandi tragedie mondiali, ma impuzzolito come solo io so essere di fronte alle quisquilie che non mi vanno giù, saluto il banchetto e vado via a culodritto, umpf, così imparano.

Ma quello che veramente, e in realtà, mi ha fatto desistere è il pensiero che non si debba troppo tentare la sorte. Perché ogni volta che si spendono 30.000 lire del vecchio conio per musica ulteriore, quando ne avresti a casa già a sufficienza per distruggere il pianeta due o tre volte, ogni qualvolta che si riparte per una folle corsa agli armamenti, ci si dovrebbe fare la domanda cruciale: ma ne vale la pena? Aggiungerà qualcosa di significativo alla mia vita, qualcosa per cui dissipare un’ora e mezza del mio lavoro? (almeno questo è allo stato attuale mio cambio vita-stipendio corrispondente a 15 euro, non so il vostro…)

Perché il realtà un mio piccolo tesoro io l’avevo già scovato il giorno prima quando dopo un tergiversare durato qualche mese (la domanda cruciale di cui poco sopra) mi sono deciso e ho fatto mio Misery is a butterfly l’ultimo album di un trio davvero fantastico, i BLONDE REDHEAD. Ora, chi non bazzica certi fondali non ha idea di chi e cosa siano questi qua, e sinceramente anche a me le varie recensioni, pure positive, che ho letto da molte parti su di loro mi sarebbero scivolate via se non mi fossi ricordato che io sti tipi li avevo visti un paio di anni fa ad "Arezzo Wave". E già lì mi erano apparsi fenomenali. Si tratta di due fratelli, Amedeo e Simone Pace, credo piemontesi ma poco importa perché loro per l’Italia ci passano solo di striscio, tanto per fare incetta di gianduiotti inzuppati nella fonduta, per il resto sono di stanza negli U.S.A. dove con Kazu Makino, una deliziosa quanto brava giapponesina (fateci caso, in natura non esistono le giapponesi, ma le giapponesine) hanno messo su questo splendore di gruppo. E davvero Misery is a butterfly, è un piccolo, ma neanche teoppo, capolavoro, e il fatto che io mi spelli le mani per far conoscere ai miei pochi lettori/amici di questo blog porèttammé qualcosa di interamente cantato in inglese, è già di per sé, per chi mi conosce, un’assunzione in cielo senza passare per i 5 anni canonici. E davvero non si può uscire indenni, se avete una qualche forma di cuore, dai 45 minuti di questa delizia fatta della stessa materia dei sogni, di atmosfere autunnali, di canzoni che si muovono in quella terra di nessuno che pure una volta, si dice, i Radiohead abbiano in parte esplorato lasciando abbozzi di mappe, pagine di baedeker strappate a metà. E’ un album, come tutti i classici, senza tempo, deliziosamente retrò da un parte (certe evocazioni, certe melodie insufflate dalla vocina di Kazu, la gozzaniana foto di copertina, il meraviglioso libretto interno che da solo renderebbe per una volta sconveniente la copia masterizzata: imparate case discografiche multinazionali dell’idiozia, imparate, andate a scuola da questi) e dall’altra decisamente inserito nell’hic et nunc, nei suoni che ric(hi)amano un certo post rock (qualsiasi cippa esso sia), negli intrecci soffusi e avvolgenti di chitarra, nella cura di arrangiamenti sempre soprendenti che cucinano una rebouille di viole, violini e patterns ritmici, tra musica suonata e musica cliccata, variazioni ritmiche, frasi di basso che improvvisamente portano il pezzo altrove, scarti impercettibili di armonie: tra bufalo e locomotiva la differenza salta subito agli occhi.

Postato da: kappa2 a 12:41 | link | commenti (3)

martedì, 19 aprile 2005

Tanto per citare in una botta sola il Giaccio e Paolo Conte, dopo alterne vicessitudini rimetto mano al mio blog. Purtroppo non è un tono lieto quello con cui devo riaprire i battenti, infatti diverse cose sono successe nel frattempo: come tutti voi saprete il 2 aprile è morto un grande uomo che per molti anni e per molte persone aveva rappresentato davvero tanto. Oramai era in età avanzata e soggetto alle inclemenze del tempo, ma questo non aveva certo scalfito il Suo spirito, il Suo sguardo sempre vivo e ironico (chissà, forse retaggio del suo essere stato uomo da palcoscenico...). La Sua opera ha tenuto insieme più generazioni, ha segnato il tempo della vita di molti di noi: ascoltandolo i vecchi, gli adulti e i giovani si sono sentiti un unico corpo. Per questo ora noi tutti ci stringiamo forte forte e piangiamo la scomparsa di Gegè di Giacomo, mitico e indimenticato batterista "pazzariello" del grande Renato Carotone.

Postato da: kappa2 a 18:22 | link | commenti (4)

giovedì, 09 dicembre 2004

JE NE T’AIME PLUS, MON AMOUR

Avevo un gruppo italiano che amavo tanto, era piccolino piccolino, e io gli volevo bene. Questo gruppo si chiamava JE NE T’AIME PLUS. Voi forse non li conoscete, e non fatico a crederlo: un gruppo così è chiaro che lo incocci solo se sei uno dei loro amici del cuore, o se ti capita di vederli in qualche palchetto qua e là, solitamente di periferia, in un locale che ancora non tratta la resa con le cover band e il latino-americano, ma c’è terribilmente vicino. Come invece a me sia capitato di conoscerli è un po’ più bizzarro, tanto che mi è presa voglia di scriverlo in una mail che inviai al gruppo qualche giorno dopo averli "scoperti", a fine luglio di questo 2004. Eccola qua:

Allora.

C'è voluto, nell'ordine:

1)Il ragazzo di una mia amica al quale una sera a cena gli spunta dalle tasche una rivista musicale, con un CD allegato. Spulcio il CD e mentre lo scruto mi fa: ho letto cose buone su questi JNTP. Tu che bazzichi musica italiana, li conosci? (echimail'evasentitinominare...)

2)Due partite di tennis che agli Internazionali del Foro Italico (mia prima volta, vengo dal paesello) sono finite entrambe dopo due soli set (tra l'altro con vittorie azzurre) e quindi tempo a disposizione prima di andare a vedere a sera il concerto dell'Assemblea Musicale Teatrale

3)Vago con la macchina senza la minima idea di che strada prendere per arrivare a Disfunzioni Musicali (vengo dal paesello) e così chiedo a due tizi a Castro Pretorio, che mi dicono: vedi un po' la vita, praticamente noi andiamo lì.

4)I due tizi, futurti geologi o giù di lì, mi dicono che, se cerco dischi usati, roba in vinile, mi possono indicare un altro negozio, a due passi da Disfunzioni.

5)Scarico i tizi e arrivo al suddetto negozio nomato TRANSMISSION

6)Tra i CD vedo una copertina che a occhio e croce dovrebbe essere il Nirvana dei moscerini, poi mi ricordo di questi JNTP. Guardo il prezzo sospettoso (vengo dal paesello)

7)Qualcun'altro evidentemente lo aveva comprato e poi se l'era rivenduto, o forse è qualche radio-stampa che gira i CD ai negozi senza neanche ascoltari, così dopo aver ammorbato la musica ci lucrano anche sopra. Sta di fatto che c'è stato bisogno che il CD, venduto all'usato, costasse soli 8 euro, sennò mi sa che a 13 alla cieca non mi ci buttavo mica.

Ecco, più o meno, tutte le combinazioni che si sono dovute incastrare affinché io, che non sono l'ultimo idiota in fatto di musica italiana, ce n'ho almeno 3 o 4 dietro, potessi ascoltare il vostro STRAORDINARIO DISCO.

Tutto ciò fa pensare.

Perché tanta strada tra un bel disco e le orecchie che lo apprezzano? Misteri della discografia...

Comunque: ragazzi siete davvero bravi, ogni ascolto porta in dote nuove cose, versi che ti si ficcano in testa, avete intelligenza e tiro... (un appunto: belle le chitarre alla pulp fiction, ma pure troppe). Insomma: fatemi sapere andò suonate che se mi capitate a vista vi vengo a vedere.

Statemi bene

Andrea Caponeri

Qualche giorno dopo mi risponde Gianluca, uno dei componenti, e mi fa:

Mai sottovalutare il potere del Caso. Puoi chiamarlo destino, fato, volontà divina o influenza astrale, ma alla fine le cose migliori ci capitano sempre per caso, senza motivo nè logica. Comunque non sei solo: una nostra fan affezionata ci ha scoperti in un bidone di immondizia (il verde acido della copertina risaltava tra bucce di pomodori e caffè macinato...) e ci ha portati a casa come si fa con i cuccioli abbandonati (vabbè in questa occasione non proprio per caso: la tizia sa che il proprietario di un simpatico locale nel ravennate ha l'hobby di gettare nell'immondizia i cd ancora cellofanati che gli arrivano da ignari gruppi di belle speranze, e si fa così un po' di cultura gratis). E' vero poi che il caso si può anche aiutare con delle spintarelle...anzi, vista la tua gentilezza nei nostri confronti ti autorizziamo fin da ora a diffondere il verbo via CD-R: masterizza, digitalizza, diffondi via etere (sai mai che tu abbia una radio privata magari) e via internet. Non farti problemi legali o morali: mi sono laureato con una tesi sulla pirateria discografica: ti assicuro che è una cosa buona! malgrado ciò che ne dice il ministro urbani. Se poi avessi anche agganci con locali feste e musica dal vivo in generale non formalizzarti: non siamo timidi e veniam via a prezzi modici (mangiamo anche poco quando siamo in servizio).Comunque grazie mille per i complimenti e per lo STRAORDINARIO tuttomaiuscolo, facciamo del nostro meglio (e per quanto riguarda le chitarre alla Pulp Fiction, lo dico sempre anch'io ai chitarristi, ma quello sanno suonare!) Come probabilmente avrai visto sul sito (se non l'hai visto www.jntplus.com) non è che di date ce ne siano poi molte in ballo, men che meno dalle tue parti. Comunque non ci disperiamo, abbiamo pronto un video e stiamo cominciando a programmare la stagione invernale. Ho visto che ti sei iscritto alla newletter, bravo! così saprai sempre ogni nostra mossa ;-)

Se capiti a tiro fatti riconoscere.ciao e grazie

gian

jntplus

Quando poi mi trovo alle prese con RADIO ALTROCANTO, la compilation clandestina che accludiamo al nostro album finché la Finanza, la SIAE e la Curia ce lo concedono, mi viene naturale buttarci dentro la loro "Canzone dell’ignoranza", una ballata atipica rispetto al resto dell’album, ma davvero intensa e memorabile, tant’è vero che poi è risultata una delle canzoni che più sono piaciute a chi ha ascoltato la compilation. In quell'occasione scrivevo sulla relativa presentazione:

Il trittico di novità che ci ha consentito di non morire di nostalgia (la morte più stupida del mondo, a parte cadere da un’amaca) si conclude con un gruppo che sta spopolando negli ultimi mesi dentro di me: I JE NE T’AIME PLUS dicono di fare del brutal-pop (qualunque cosa voglia dire) e ti si attaccano come la peronospera delle patate: non puoi fare a meno di farli ascoltare agli amici e di diffondere il contagio. Hanno da poco pubblicato il loro riuscito primo disco intitolato "La prima cosa" che comincia così:

"La prima cosa alla mattina è la paura/ arriva puntuale e sempre uguale/ una concavità, qualcosa che preme/ e che mi cresce tra il polmone e il cuore.// La colazione/ la vestizione/ preparazione per quel che c'è da fare/ c'è un ruolo da indossare, c'è un posto dove andare/ istruzioni da seguire".

Sanno essere cazzari con intelligenza e qua e là sanno arpionarvi con canzoni che sono piccoli miracoli, come questa Canzone dell’ignoranza.

Se volete saperne di più fatevi un giro sul loro sito www.jntplus.com, così potete fargli i complimenti (non siate timidi: per un gruppo ancora agli inizi le pacche sulle spalle sono aria, benzina, bicchiere di vino davanti al camino)

Purtroppo non ci sono molte chances di vederli dal vivo sotto il Po, si producono da soli e se questo dà libertà su quello che fai purtroppo ti fa anche girare poco visto che ormai i maggiori locali hanno la discutibile usanza di far suonare SOLO i gruppi proposti da un’etichetta.

Come se il resto fosse merda.

Come se tutto quello che è inciso da un’etichetta, indipendente o meno, fosse garanzia di qualità.

Come se scommettere sul nuovo, ancorché ancora sconosciuto, fosse punibile per legge.

Insomma, tanto dico e tanto fò, che poche settimane or sono con un'altra mail provo a portarli a Orvieto, è una cosa che a volte mi punge vaghezza di fare con i miei amori: averli vicini:

Caro voi, sono Andrea di Orvieto, come forse ricorderete già quest'estate ho avuto modo di intasare la vostra casella mail con qualche cosa buttata giù, così come veniva, a proposito del vostro album. Mi è arrivata la vostra newsletter e ho accolto con piacere la notizia che vi esibirete alla Casa 139 (tra l'altro probabilmente tra poco ci andrà anche un complesso di amici nostri, sempre di Orvieto), per quanto Milano resti sempre un bel po' al di là dell'orizzonte che si può scorgere dalla mia finestra. Così riflettendo tra me e me ho pensato: possibile che questi non si riesce a portarli dalle nostre parti? Ecchecazzo! Dato che lavoro (da collaboratore esterno) in una cooperativa sociale che gestisce alcuni Centri Giovanili della zona, mi son detto allora che magari posso riuscire a convincere gli operatori dei Centri a organizzare qualcosa che possa vedervi coinvolti, magari in occasione di una festa. Per portare in porto la cosa mi serve (oltre che un po' di tempo per masterizzargli i vostri CD per poter poi convincerli a ragion veduta) di sapere, come già ebbi occasione di chiedervi, eventualmente quanto può essere il vostro cachet. Considerate che questi Centri Giovanili non navigano nell'oro, ma insomma, forse qualcosa si può tirar su. Appena avete un'idea fatevi vivi così vedo cosa si può fare per poter finalmente vedere dal vivo sotto casa il mio gruppo del momento.

Un abbraccio e a presto.

Andrea

Poi non se ne è fatto più nulla, credo perché impegnati nella registrazione di un nuovo album, boh.

Insomma io avevo questo gruppo che mi coccolavo e mi piaceva farlo ascoltare agli amici e alle amiche, e un po’ mi arrabbiavo quando a qualcuno non garbavano, gli dicevo: ma li hai ascoltati bene? No, dico le parole, quelle parole, e la melodia che c’è sotto, e come suonano, li hai davvero ascoltati bene? Insomma, non mi davo pace.

Poi venerdì scorso mi arriva una newsletter di una rivista di musica italiana, leggo le notizie editoriali, la scorro, vedo che hanno messo come frase del mese proprio un pezzo della "Canzone dell’ignoranza", me ne bèo un po’, scorro ancora e appare questa notizia:

La redazione de L’Isola che non c’era si unisce al dolore per la prematura scomparsa di Bruno Fraschini, cantante dei Je ne t’aime plus, avvenuta venerdì scorso.

In una simile circostanza ogni parola risulta superflua, la perdita subita è per noi motivo di sincera commozione.

Siamo vicini ai famigliari e agli amici del suo gruppo.

E’ morto Bruno, e con lui la sua voce, e le sue parole, si è tolto la vita. Di più non si sa, e davvero non c’è molto altro da sapere, come diceva un tizio "Non c’è mai un solo motivo per cui un uomo si toglie la vita, ma c’è sempre almeno un motivo per farlo".

Il pomeriggio riascolto il disco, come una mia piccola veglia funebre personale, e rileggo i testi di Bruno, che dentro c’è tutto, e purtroppo non era maniera, non era ammiccamento fighetto all’ "amante morte" il suo cantare. Magari fosse stato meno sincero, magari fosse stato uno come tanti, quelli che giocano con le parole, che al microfono urlano che vogliono la luna e poi a party nei locali trandy annegano nei cocktails, come scriveva Antonio Porta, quelli furbi, quelli che nelle canzoni barano, truccano le carte, il tavolo e magari annacquano pure il wiskey, e mentre fanno finta di cadere ti fanno l’occhiolino: ma dài che è tutto un gioco. Magari. Sarebbe ancora vivo.

La sera dopo lo dico alla mia amica Samanta, che insieme a me ha scoperto i JNTP. Le vedo lascrime in lotta con le ciglie sottostanti, che non si può, siamo in birreria, tra amici che parlano e ridono, e non è bene farsi vedere troppo sensibili. Io faccio un po’ il fatalista, cerco di consolarla, scherzare un po’ ma mi riesce poco e male. Condividiamo un dolore, una mancanza, per qualcuno che in fondo non abbiamo mai visto, che non avremmo saputo distinguere se lo avessimo incontrato per strada.

Ecco tutto qua, niente di più: scrivo tutto ‘sto pappone solo perché sentivo la necessità di condividere tutto questo con chi amava i JNTP, con gli amici e i familiari di Bruno Fraschini, con gli altri membri del gruppo, che dal loro sito, affranti e schiantati da tanto dolore, con poche parole forti dicono quello che c’è da dire in questi casi, e infine con tutti coloro che per sbaglio, serendipizzati da un motore di ricerca, si ritrovano a leggere queste pagine. A quest’ultimi un invito a rintracciare a ogni modo il disco dei JNTP, e a concedergli una corsia preferenziale nella propria anima, ora più che mai.

Ho un gruppo italiano che amo tanto, è picolino piccolino, e io gli voglio bene.

Postato da: kappa2 a 03:07 | link | commenti (9)

Forse sto diventando paranoico, o forse dopo i precedenti comincio a fidarmi poco del Cinema Corso di Orvieto, di chi gli sta sopra e gli vieta i film da proiettare e di come a volte maltrattano i film che, bontà loro, le autorità ecclesiastiche consentono di proiettare. Sta di fatto che oggi su istigazione di Walter che martedì sera al Vincaffé ha bruciato incensi agli dèi per lodarne i creatori, sono andato a vedere GLI INCREDIBILI, un film d'animazione (ma credo che tecnicamente forse anche questo termine è poco corretto) veramente fatto bene, divertente e intelligente (un po' debitore di Alan Moore se vogliamo, ma non stiamo tanto a fare gli spillucchiosi...), americano quanto si vuole, vivaddio, ma ce ne fossero. Ora il problema è che poco fa in TV è passato un trailer di questo film dove si vede Mr.Incredibile che prova dopo anni a rimettersi il vecchio costume, sbuffando e trattenendo il fiato per entrarci perché ha messo su panza. La moglie (Elastic Girl) lo chiama da oltre la porta e gli annuncia che è pronto in tavola. Al che Mr.Incredibile dice: "Magari un'insalatina scondita!".
Lo so, niente di che, una battuta non epocale, ok, sta di fatto che io questo pomeriggio questa scena non ricordo proprio di averla vista, e il film, incominciato alle 15.35, è finito alle 17.20, titoli di coda compresi, mentre la scheda ufficiale indica una durata di 115 minuti: fate due conti e qualcosa non torna. Orsù amici scazzafrulloni che avete visto il film, aiutatemi a capirci qualcosa: sono io che sono rincoglionito come il Mike Bongiorno di Fiorello, o in tutti i cinema d'Italia hanno proiettato una versione più corta, oppure solo al Cinema Corso hanno fatto un po' come cazzo je pareva? Mica che more nessuno, per carità... così, tanto per saperlo

Postato da: kappa2 a 01:17 | link | commenti (1)

Capita che a volte si rimane incantati da una certa angolazione, da un movimento virtuale di camera, e può capitare quando finalmente ti ritrovi a cena con degli amici e delle amiche, alcune delle quali non vedi da un bel po' di tempo. C'è un attimo che ti astrai, proprio nel senso che ti posizioni sulle stelle, vedi la scena dall'esterno, vivi il presente come proiettato nel passato da un futuro lontano nel tempo e tutto ti appare fissato in un attimo irripetibile, le risate, i bicchieri a mezz'aria, qualcuno che balla come alle feste delle medie, Luigo Tenco sullo sfondo. Sono i momenti, pochi e preziosi, che ringrazi di esserci, di occupare un posto nello spazio-tempo, di non farlo a sbafo, nessuna scusa a nessuno, nulla di sprecato: è tutta vita che va.

Postato da: kappa2 a 01:05 | link | commenti

mercoledì, 17 novembre 2004

POESIA DEL GIORNO

DI FRONTE ALLA LUNA

I mezzi sono molti e diversi

miscelando tre quarti di nitro

e un quarto di metalli. S'introducano

nel foro. O si affitti un aereo,

l'esplosivo precipita con violenza.

Ma la violenza serve e forse no.

Passeggiamo ai giardini, indifferenti.

Avvertimento utile: la società

materasso, gommapiuma, carta

assorbente. Pedate con rabbia e macchie

d'inchiostro: il poeta scatta

di forza, approda tra i nemici,

annega nel cocktail, senza saperlo.

Suggerimenti indispensabili provengono

dal barman: lo stupro ha efficacia.

Antonio Porta

Postato da: kappa2 a 00:14 | link | commenti

lunedì, 25 ottobre 2004

FRASI CELEBRI DI PERSONAGGI ONORATI

"Signore e signori buona sera, diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera per presentare le canzoni è con me Renata Mauro. Allora, Renata, chi è il primo cantante di questa sera?"

MIKE BONGIORNO al Festival di Sanremo, la sera seguente al suicidio di Luigi Tenco, neanche nominato (perché un suicida, si sa, è un peccatore dei peggiori) e liquidato in due battute. Questo tristo figuro di Bongiorno lo vogliono fare Senatore a vita, tanto pe' dì...

Postato da: kappa2 a 19:09 | link | commenti

giovedì, 07 ottobre 2004

 

dal blog www.altrocanto.splinder.com, sezione "Influenze", ricevo e volentieri pubblico:

ANDREA KAPPA CAPONERI

Allora, come si comincia a scottarsi con la musica? Ci sono diversi modi, tutti ugualmente fantastici e dolorosi, ma qui non posso che parlare di me. Vediamo un po'.

Come tutti i bambini sono passato anch'io attraverso le forche caudine dello Zecchino d'Oro, anch'io pendevo dalle labbra di Mago Zurlì e dai baffi di Topo Gigio, che adesso apprendo essere passato a Berlusconi, ultimo simbolo di una beata infanzia che se ne va a puttane per sempre, mia luna e mio falò. Ma non è che conservi una gran impressione delle canzoncine dell'epoca (che, tra l'altro, a posteriori non sono neanche tanto male), chissà perché. Credo invece di aver provato la mia prima vera emozione artistica quando mi capitò di ascoltare un disco di Enzo Jannacci. A metà anni '70 noi avevamo ancora un giradischi a cassetto, proprio nel senso che era inserito dalla fabbrica dentro un cassetto del mobile grande del soggiorno. Probabilmente è stata la mia fortuna: non credo che il mi' babbo lo avrebbe preso se avesse dovuto comprarlo a parte. Tanto per dire: ha cercato di resisterere per anni al telefono (capitolò solo a inizio anni '80), affermando che poi non era così necessario, e che in fondo lo avevamo già al negozio... Insomma noi avevamo in casa questo 45 giri di Jannacci, chissà come c'era finito, forse un regalo, forse ce lo portò una signora amica di famigli alla quale volevo molto bene. Mi ricordo che la label interna era verde pisello. Comunque sia ogni giorno mi arrampicavo decine di volte sulla sedia per poter arrivare al cassetto-giradischi e mettere a loop continuo (all'epoca si diceva a macchinetta) la mia canzone preferita, che non era tanto "Vengo anch'io, no tu no!" che era il celebre Lato A (che pure mi piaceva, ci mancherebbe), quanto il lato B, un'incredibile "Giovanni telegrafista", la storia di uno povero tipo che s'innamora di una donna di nome Alba. Poi questa un giorno scappa con un altro (l'unico giorno che fu mattiniera, dice la canzone) e questo Giovanni telegrafista (dal cuore urgente) si rassegna da lì in poi a veder scorrere la vita dell'amata sotto i tasti del suo telegrafo, nelle succinte notizie che la donna manda a casa. Fino a quando, tra i grandi eventi mondiali che scorrono, tra i fili passa una notizia: Alba è grave. Alla fine ci rimane secca. A ogni ritornello Jannacci cantava con la sua voce sgraziata il piri piri piri pirippippi che fa il telegrafo. Insomma una cosa straziante se uno è un bimbo sensibile. Davvero. Qualche anno dopo venne il tempo che il mio fratello maggiore ascoltava musica, addirittura COMPRAVA dischi (fu il primo a casa mia), cosa che oggi negherebbe con tutta sincerità. Fra questi dischi ce n'erano molti di Lucio Battisti e Lucio Dalla, a cui mio frtaello era particolarmente votato. All'epoca aveva dei bei gusti, poi la discomusic me l'ha rovinato. Si trattava, e qui parlo allo storico, dei primi dischi che uscivano per la serie LINEA TRE della RCA, cioè quelli a prezzo economico, cosicchè anche un adolescente quale era il mio fratellone se ne poteva permettere qualcuno. A quell'epoca avevo dai 7 ai 10 anni, e dieci anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li ritrovi più. Sta di fatto che più di una volta la mattina mi alzavo con qualche pezzo di Dalla e Battisti nelle orecchie, e questo un po' gl'ha fatto. Un altro che piaceva a mio fratello era Edoardo Bennato, quello che purtroppo poi morì verso il 1988. Quello che vedete oggi miseramente al suo posto non è che una smorta controfigura assoldata dalla Casa Discografica per continuare il business, un po' come la leggenda di Paul McCartney che era dato per morto da  una voce in sottofondo in una canzone dei Beatles. Solo che con Bennato è vero. Vabbè, ma qui divaghiamo. Basti solo sapere che quando nel 1980 uscì "Sono solo canzonette" noi stavamo al mare con i nostri zii e quando si andava a dormire in tenda mio fratello metteva la cassetta nella radiostereo, poco prima di spengere la luce. Certe volte sceglieva "Burattino senza fili", che già possedeva in una bella musicassetta arancione. Secondo me un ragazzino non può rimanere indifferente a certe canzoni se lo impallinano a quell'età. Dopo hai più difese, ma lì no. E quella chitarra a 12 corde era la promessa di un altro mondo. Poi l'hanno progressivamente tolta dai dischi, credo che oggi non la usi quasi più nessuno. Hanno provato a spiegarmi: l'effettistica e tutti gli altri cazzi, ma insomma, il suono delle chitarre acustiche in quei dischi degli anni '70 non si frega, non c'è proprio storia. Nel 1982 credo di aver ascoltato per qualche centinaio di volte "La voce del padrone" di Battiato: mio fratello aveva appena preso la patente ed era la colonna sonora fissa di quando capitava di andare insieme in macchina. A quel tempo aveva già smesso di comprare dischi, era entrato nel mondo fantascientifico della registrazione domestica su cassetta, e da lì in poi fu tutto un trionfare di Philips C60, quelle più economiche. Quell'estate per me fu caratterizzata, oltre che dalla vittoria ai mondiali (altri tempi, altri orgasmi, dicesse Burli), da Marco Ferradini che aveva fatto un Q disc (4 canzoni, ma su un padellone 33giri) che era davvero strepitoso: c'era dentro la celebre "Teorema" (il pezzo al quale oggi continuano a impiccarlo) ma anche le altre tre erano davvero delle fantastiche canzoni pop, nella migliore accezione del termine. Mi ricordo che sapevo a memoria "Week end", storia di due amici che da veri maschi mandano a quel paese le loro donne e se ne vanno un week end in montagna a fa' l'omini veri che stanno bene solo tra di loro. Al secondo giorno non ne possono più. E poi "Schiavo senza catene", una ballata davvero bella (anche qui c'è uno che passa un'estate in città e non trova nessuno con cui parlare, si ammazza di noia per tutta la canzone steso in mutande sul divano e alla fine si dà dell'idiota per aver detto alla sua ganza "d'accordo, vai pure così vedi se/ resisti più di un giorno senza me").

Poi, dicesse Nietsche o come piffero si scrive, tutto il resto è stato conseguenza: le mie prime scoperte grazie alle quali mi affrancavo dal fratellone, De André, Guccini (che vidi a 14 anni in TV, incredibile vero?, in occasione del concerto per i suoi 20 anni di carriera, quello di "Fra la Via Emilia e il West", tanto è che il Natale dopo mi capitò di vincere a tombola una bella cifra e subito scappai a comprare il disco, il primo per me), poi Vasco Rossi (ma prima che incominciassi anch'io nel mio piccolo a fare vita spericolata, quando poi diventai un adolescente inquieto e animale da birreria Vasco s'era già bello che imputtanito), poi un concerto di Bertoli a cui andai con Sandro in due sul motorino del cugino piromane, e via via il resto della (bella) compagnia, compreso un Fossati di cui acquistai "La pianta del tè" in un'estate al mare dell'88 in cui morivo di tristezza e nessuna ragazza in bikini mi si filava perché ero patollo e timido e quella cassetta arrivò a salvarmi.

E dopo un sacco di altra roba, pure troppa.

Ma le cose più importanti stanno lì, non c'è 'n cazzo da fa'.

Postato da: kappa2 a 12:03 | link | commenti

mercoledì, 25 agosto 2004

GLI INDIMENTICABILI DIMENTICATI

Tra tante aberrazioni per le quali la nostra discografia concorre a un posto di prestigio alle Olimpiadi della Coglionaggine, va segnalata con una certa dose di gioia e stupore una bella iniziativa che da un paio di anni, prima timidamente poi sempre con più titoli in catalogo, sta portando avanti la BMG. Per chi non lo sapesse la BMG è il gruppo che nel corso degli anni ha assorbito una significativa parte del catalogo e delle etichette discografiche. Per quanto riguarda la musica italiana, tanto per dire, la BMG possiede i cataloghi Ricordi e RCA, vale a dire tutto il meglio, o quasi, della grande musica d’autore italiana. La buona notizia sta nel fatto che appunto da un po’ di tempo a questa parte la BMG ha inaugurato una collana a 5 euro (in risposta alla Universal che per prima si era lanciata in questa provocazione) chiamata "INDIMENTICABILI". All’inizio era in gran parte costituita da antologie di personaggi più o meno noti, più o meno abili, non discostandosi troppo dalle proposte che vedete scolorire negli espositori al sole degli autogrill. Poi a qualcuno non del tutto idiota all’interno della BMG (detto così sembra difficile che ce ne siano, sempre multinazionale è…) avrà pensato che era assurdo lasciare lì ad ammuffire un catalogo sterminato e spesso di buona qualità. Così lemme lemme hanno cominciato a infilarci dentro LP originali, spesso per la prima volta riediti in CD, sempre al grandioso prezzo di 5 euro, di cantanti di tutto rispetto.

Così, per ironia o paradosso se si pensa al nome questa collana, la stessa ha avuto il merito di aver fatto riscoprire gente che colpevolmente in molti avevano dimenticato, spesso rimosso in angoli impolverati frequentati ancora da quei topacci avidi di vinile che sono i collezionisti.

Potete infatti oggi trovare in questa collana tutti i migliori dischi di Ivan Graziani (da segnalare su tutti "Pigro" e "I lupi", ma praticamente tutti quelli fino all’83 vanno comprati in blocco), due dischi storici del maudit livornese Piero Ciampi (quello migliore deglli anni ’70, non quello lagnoso del decennio precedente), tutti i dischi del Battiato sperimantale e avventuroso (e chi ama Francuzzo sa quale scrigno di tesori siano certi suoi primi dischi). Poi ancora, tra i tanti, mi piace segnalarvi un LP di Mario Castelnuovo, "E’ Piazza del Campo", un gioiellino coraggioso e misconosciuto della canzone d’arte che nel 1985 pagò il prezzo di essere uscito troppo tardi e troppo presto, un Gino Paoli d’antan in un recital (con la presenza di Lucio Dalla), poi "Zombie di tutto il mondo unitevi" e "Ma non è una malattia", due dischi che odorano ancora di piombo di Gianfranco Manfredi (oggi fumettista, nei ’70 bizzarro cantautore e anima critica del Movimento) che a questo prezzo sono assolutamente consigliabili (tra l’altro erano suonati da musicisti di gran pelo, spesso del giro PFM/Finardi). Tra le cose più curiose c’è il primo disco di Ivan Cattaneo, che girava in ambito CRAMPS come autore assolutamente innovativo nell’uso della voce, prima che si facesse pioniere (ma se non altro gli va dato atto che fu il primo) a tutta l’infinita ed estenuante ondata di revival anni ’60, e uno di Adriano Pappalardo, "Oh! Era ora!", prodotto a inizio anni ’80 da Lucio Battisti che sul taurino urlatore tastò il genio paroliberista di Pasquale Panella.

Inoltre, altre chicche sono l’immissione in questa collana di una scaimannata enorme di Q disc (LP 33 giri con sole 4 canzoni, vendute a prezzo ridotto) che sempre a inizio anni ’80 l’RCA tentò di sperimentare sul mercato come formula per lanciare nomi nuovi, con alterno successo in verità, anche se per imporre il prodotto furono spinti alla formula Q disc personaggi allora di primissimi piano, come Lucio Dalla, Ron/Graziani/Kuzminac, Marco Ferradini (proprio in "Schiavo senza catene" troverete la prima edizione di "Teorema", accompaganata da altre 3 stupende canzoni, anch’esse firmate con Herbert Pagani), gli Stadio, Bruno Lauzi ed altri ancora, anch’essi nella collana. Pensate che c’è anche Franco Fanigliulo!! (e qui chi se lo ricorda se lo ricorda).

Oltre a questi, che sono i miei preferiti, c’è un branco di gente che magari può anche piacere, dai primi dischi di Mango, della Mannoia, molti della compianta Mia Martini, molti anche di Ornella Vanoni, magari anche ingenui o imbarazzanti in certi arrangiamenti, comunque da farci un pensiero.

Il problema in tanto ben di dio è che purtroppo questi CD sono pubblicati a bassa tiratura, tanto per vedere come si muovono sul mercato certi nomi, e quindi sono difficili da trovare nei negozi medio-piccoli ai quali possono comunque essere ordinati, sempre che non siano andati esauriti anche ai distributori, cosa probabile per lo stesso motivo.

Ora, non è che sia un agente infiltratro della BMG nel mondo dei Blog, il fatto è che avevo solamente il desiderio di condividere con altri per una volta tanto una bella notizia, e non i soliti mugugni ai quali ci costringono i pazzoidi signori dei dischi.

Tutto qua.

Postato da: kappa2 a 23:34 | link | commenti (5)

domenica, 15 agosto 2004

 

UEILA'!!!!

Benvenuti a tutti, questo blog (una filiazione di quello ben più importante degli altrocanto) mi consente di fare esplodere tutto il mio smisurato ego (ben dissimulato da una sapiente veste di falsa modestia) senza che la deflagrazione del quale colpisca, con schegge assassine, tutti i miei compagni di gruppo.

In questa pagina troveranno spazio i miei scazzi del momento, mentre nei sottoblog a lato potrete andare a trovare un po' degli scritti di musica e affini che in questi anni, più o meno dal 2002, ho disseminato su siti internet o in lettere varie, e comunque le cose un po' più meditate, per dir così.

Chiunque tu sia che passi di qua, lascia una traccia.

Postato da: kappa2 a 19:19 | link | commenti (9)

 

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